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VIAGGIO NEL TRAPANESE |
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TRAPANI: La città capoluogo di provincia, l’antica Drepanon, antichissima città di origine sicana, antica piazzaforte cartaginese, le sue acque furono teatro della sconfitta della flotta romana. Una bellissima collezione di opere in corallo viene conservata nel Museo Pepoli, adiacente al Santuario dell’Annunziata dove è possibile ammirare la statua marmorea della Madonna di Trapani, risalente al XIV sec. inoltre si può apprezzare la cattedrale di San Lorenzo, al cui interno è conservato una Crocifissione attribuita al pittore fiammingo Van Dyck. Affascinanti sono i 20 gruppi scultrici ispirati ad episodi della Bibbia, molto interessanti sono le saline e la coltivazione del sale (VIA DEL SALE).
MARSALA: Antica Lilybeo, ricca di testimonianze puniche, romane, normanne, arabe, spagnole. Chi visita la città di Marsala non può trascurare il Duomo, che accoglie opere del Pagani e 8 preziosi arazzi fiamminghi del 500, il museo archeologico del Baglio Anselmi, dove si trova la Nave Punica del II sec a.c. gli stabilimenti del vino Marsala, famoso nel mondo e i bagli. Da non dimenticare è il Giovinetto di Mozia.
ISOLE EGADI: (Favignana, Levanzo e Marittimo). Favignana è importante dal punto di vista storico- archeologico poiché nel corso della prima guerra punica sulle acque antistanti si svolse nel 241 a.c. la battaglia navale tra Cartaginesi e Romani. Notevoli sono le cale: Cala Rossa, Cala Azzurra, Grotta Perciata, Cala Rotonda, nel mese di maggio si ripete il rito antico della pesca del tonno. L’antichissima origine di Levanzo si scopre visitando la Grotta del Genovese ed osservando le pitture Neolitiche di 5000 anni fa. Marittimo è la più lontana e la più selvaggia delle isole, con le sue splendide grotte ed i sentieri di campagna offre ai visitatori l’occasione di ritrovarsi in perfetta simbiosi con la natura.
MAZARA DEL VALLO: Mazara famosa città arabo-normanna, deriva il proprio nome dalla parola indigena che significa "Castello", in arabo "porto"; una città già esistente in età pre-ellenica, si affaccia sulle stretto di Sicilia, nello stesso sito in cui i Cartaginesi nel 409 a.c. l'occuparono, essendo presidio marittimo di Selinunte. Grazie alla sua posizione geografica acquistò importanza sia come emporio commerciale che come fortezza. Ebbe una certa fioritura durante i Romani e di questo periodo vi sono alcune vestigia (sarcofagi in Cattedrale e mosaici di villa romana sotto S. Nicolò Regale). Grande splendore raggiunse nel corso della denominazione musulmana. Gli arabi sbarcarono per la prima volta in Sicilia, a Mazara del Vallo, il 14 Giugno dell' 827 d.C. e divenne capitale del vasto territorio amministrativo denominato Val di Mazara. Nel 1072 Mazara passa sotto la dominazione normanna, e diviene Città Regia e si arricchì di chiese, conventi e monasteri. La Cattedrale sorse al posto della Moschea grande. Fu dotata di un castello in riva al mare e di mura possenti; con i normanni nel 1093 Mazara diviene sede del vescovado. Del periodo rimangono numerose testimonianze fra cui la chiesa di S. Nicolò Regale (Niculicchia), edificata nel 1124 a pianta centrica, con tre absidi e i resti del Castello prospiciente il lungomare Mazzini. Mazara del Vallo dispone di un ricco patrimonio di beni artistici e culturali, fra le più importanti chiese ricordiamo: la Basilica Cattedrale, risalente al 1093, la Chiesa di Santa Caterina del 1318, la Chiesa di San Michele con annesso convento di clausura del 1093, la chiesa di Santa Veneranda del 1680, la chiesa di San Francesco fatta edificare dal grande conte Ruggero, nel 1703 trasformata in stile barocco dal Mons. Francesco Graffeo, la chiesa di S. Nicolò Regale, a pianta centrica centrica, fatta edificare dal gran conte Ruggero, oggi rimane unica testimonianza dello stile arabo-normanno; chiesa della Madonna dell'Alto, fondata dal gran conte Ruggero e donata alla figlia,unica testimonianza dello stile normanno. Oltre alla chiese, tra i beni artistici e culturali vanno annoverati il palazzo vescovile, il seminario, il Collegio dei gesuiti, il palazzo dei Carmelitani; i musei esistenti e fruibili dai visitatori sono il muse vescovile che raccoglie opere ed oggetti di arte sacra di varie epoche e il museo del satiro, allocato nell'ex Chiesa di S. Egidio, all'interno del quale si può ammirare la meravigliosa scultura bronzea del Satiro.
CALATAFIMI-SEGESTA: Calatafimi, il bimillenario sobborgo segestano sopravvissuto alla madre Egesta o Segest sorge dove un tempo prosperò l'antica Acesta, fondata dal troiano Aceste. Acesta per la sua posizione geografica ebbe molta importanza tanto che fu attribuito un sobborgoLo carico o Langarico sorto sulle falde di un'altra collina, oggi chiamata "Li Fossi". Un tempo la collina "Li Fossi" era unita con quella di Acesta ma in seguito ad una profonda voragine ne restò separata. A cavallo tra l'VII e VIII secolo la città fu dotata di un nuovo castello: Castrum Phimes, ossia Castello di Phimes, sorto sull'area e sui ruderi di un altro antichissimo castello. Sotto la dominazione araba (827) il nome latino Castrum Phimes venne ribattezzato Kalat-al fimi, da cui derivò Calata-Fimi e quindi Calatafimi. Tra i principali beni culturali di Calatafimi ricordiamo: la chiesa Madre dedicata a San Silvestro Papa sorta nella prima metà del XIII sec., la chiesa del S.S. crocofisso, costruita tra il 1741 e il 1759, la chiesa e convento di San francesco, risalente al XIII sec. A quattro Km da Calatafimi, al termine di una breve strada in salita, e ad ovest dell'antico abitato,sorge il parco archeologico di Segesta, caratterizzato dalla presenza di due spettacolari opere architettoniche: il tempio dorico e il teatro.
BUSETO PALIZZOLO: Buseto Palizzolo, ex frazione di Trapani, diventa entità amministrativa autonoma con la legge regionale n. 61 del 15 Luglio 1950. Il suo nome deriva da Bushit, in seguito trasformato in Buseto e Palizzolo, cognome di una facoltosa famiglia di proprietari terrieri e quindi da secoli si chiama Buseto Palizzolo. Tra i principali beni culturali di Buseto Palizzolo ricordiamo: la Chiesa Madre in Piazza Principe Umberto e le Chiese presenti nel Villaggio Badia, nel Villaggio di Pianoneve, nel Villaggio di Bruca, Cappella annessa al Convento delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore. Vi è anche un museo con oggetti antichissimi a testimonianza dell'antica civiltà locale, contadina e artigianale. Altra risorsa di beni culturali sono i tanti Bagli che rappresentavano l'aggregato rurale al servizio di un'economia di tipo capitalistico che sfruttava il territorio identificato in feudi e venivano utilizzati come abitazioni dei proprietari e degli utilizzatori del fondo.
SALEMI: Il centro urbano di Salemi sorge su una collina al centro dell provincia di Trapani. In epoche passate sulla posizione geografica del luogo, dovette esistere il centro dell'antica "Alicia", la cui origine risale al periodo Elimo. Tra i principali beni culturali di Salemi ricordiamo: il Castello Normanno-Svevo, che venne edificato prima del 1130. La Chiesa Madre (secolo XVII), distrutta dal sisma del 1968 di cui oggi rimane il sagrato e la parte absidale, la Chiesa dell'ex collegio dei Gesuiti (secolo XVII), oggi Chiesa Madre di Salemi, l'ex collegio dei Gesuiti (secolo XVII) sede di musei, la Chiesa di San Agostino con annesso Convento (secolo XIII), la Chiesa dell'Oratorio o di San Bartolomeo (secolo XVII), la Chiesa di San Clemente o di Sant'Anna (secolo XVII), la Biblioteca comunale ex Chiesa di Santa Chiara (secolo X), la Chiesa di San Giovanni Battista (secolo XVI), la Chiesa e Convento della Concezione (secolo XVIII), lala Chiesa e Convento dei Padri Cappuccini (secolo XVIII), la Chiesa e Convento di San Francesco di Paola (secolo XVI) , la Chiesa e Convento dei Padri Riformati (secolo XIII), il Villaggio e necropoli preistorica in contrada Mokarta, la Basilica paleocristiana in contrada San Miceli.
SAN VITO LO CAPO: San Vito Lo Capo è il maggiore centro di interesse turistico della Provincia di Trapani. Nasce come comune autonomo nel 1950, ma insediamenti umani sono attestati già dal IV - III secolo a. C., risalgono addirittura al Neolitico le prime forme di vita che si insediarono nella Grotta dell'Uzzo, inserita, oggi, nella Riserva Naturale dello Zingaro. Il Paese si è sviluppato attorno alla Chiesa di San Vito Martire, il cui nucleo originario risale al XIII secolo. Nel XVI secolo vennero costruite le torri di avvistamento per difendere il territorio e le tonnare che venivano calate nel mare del golfo dalle incursioni dei pirati. Nel 1790, con la censuazione delle terre ed il loro affidamento ai coloni, si crearono i nuclei abitati di San Vito Lo Capo e delle sue frazioni Castelluzzo e Macari. Essendo un paese molto giovane San Vito Lo Capo non presenta particolari beni artistici e architettonici; tra questi ricordiamo: la Chiesa-fortezza dedicata a San Vito Martire (secolo XIII-XVI), la Cappella dedicata a Santa Crescenza, nutrice di San Vito (secolo XVI), le torri di avvistanento (secolo XVI), la Tonnara del Secco (secolo XVIII); tra i beni archeologici, invece, ricordiamo: la grotta dell'Uzzo (periodo neolitico), le grotte di Cala Mancina, diversi relitti di navi affondate dal V secolo a. C. al XVII secolo. Ogni anno a Settembre si tiene una manifestazione di notevole rilevanza il "Cous Cous Fest", che richiama a San Vito Lo Capo gente da tutti i continenti; numerosi cuochi siciliani, egiziani, marocchini, palestinesi,algerini e tunisini partecipano ad una gara per la confezione del "Cous cous" che si conclude con una degutazione pubblica dei piatti stessi.
VITA: Il Paese di Vita venne fondato dal Barone Vito Sicomo nel 1607. In quel periodo la dominazione spagnola favorì la fondazione di nuovi centri abitati al fine di ripristinare la produzione agraria. L'economia principale del Paese era ed è rimasta basata prevalentemente sull'agricoltura. Nel 1968 il Paese fu colpito dal terremoto che ha interessato tutta la valle del Belice. Il sisma che ha danneggiato le abitazioni senza far vittime ha portato un grosso cambiamento dal punto di vista sociale, culturale ed edilizio: infatti sono sorte numerose imprese edilizie ed un colorificio. Tra i principali beni culturali ricordiamo: le tre Chiese di cui una è stata ristrutturata ma non ancora riconsacrata, l'Istituto delle Figlie della Misericordia e della Croce, una struttura polivalente, il Centro Sociale il cui auditorium viene utilizzato per incontri, conferenze, spettacoli, ecc. Nell'ambito delle risorse naturalistiche Vita vanta la presenza del Bosco Baronia.
VALDERICE: Con la legge regionale n. 5 del 28 Gennaio 1955, nasce Valderice come entità amministrativa autonoma. Utensili del neolitico, reperti dell'età romana, toponimi di origine araba e bizantina, testimoniano presenze antichissime che hanno modificato ed arricchito il territorio. Prima dipendente dalla città di Erice, poi divenne comunità autonoma, distribuita sulla valle in più frazioni attorno a Chiese, bagli e ville. Tra i beni culturali Valderice vanta il teatro San Barnaba ricavato da una vecchia cave di arenite abbandonata, che annualmente, in occasione dell'estate valdericina, richiama, con eventi culturali ed artistici di notevole pregio, moltitudini di spettatori provenienti da tutta la provincia. Nel piccolo santuario di Maria S.S. di Misericordia risalente al secolo XVII, si possono ammirare dipinti del Carreca e marmi di notevole pregio.
DISTANZE CHILOMETRICHE DAI PRINCIPALI LUOGHI TRAPANI 40,00 Km;
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