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BENI CULTURALI ![]()
LE CHIESE
SAN GIUSEPPE: la Chiesa dal il nome alla contrada in cui sorge. Progettata come cappella priva del Marchese Spanò, essa doveva essere costruita all’interno dell’omonimo Baglio, ma per un accordo con la famiglia Canino che aveva donato il terreno, la Chiesa venne costruita nel luogo in cui attualmente si trova. La Chiesa risale al XVII secolo, di pianta a croce romana è dotata dell’altare principale raffigurante il Santo con in mano il Bambinello Gesù.
I BAGLI E LE TORRI
La parola “Baglio” ha lo stesso significato della parola latina “ballium”e della parola inglese “bailey”(corte di castello). Essa ha il significato di un insieme di case rurali recintate da mura.
![]() BAGLIO DON FEDERICO: Costruito da Don Federico Spanò nel 1865, sorge in contrada Ramisella, in una area coltivata interamente a vigneto. Durante il periodo arabo il Baglio faceva parte del Casale Bizir e in seguito, con la dominazione normanna, fu concesso al vescovato di Mazara, nel 1862 fu assegnato all’asta pubblica a Don federico Spanò. Ha pianta quasi quadrangolare e misura esternamente m 36 x 40. Il Baglio, ha un unico e monumentale ingresso con arco a tutto sesto in conci di pietra tufacea. L’ingresso consiste in un ambiente quadrangolare con volta a botte ormai del tutto crollata. Sul lato Ovest, a destra dell’ingresso, il muro perimetrale è completamente distrutto. Il muro perimetrale del lato sinistro è integro e ben conservato. Il lato Nord presenta il muro esterno integro con ancora quattro aperture in altezza di forma rettangolare con inferriate e la porta interna costituita da magazzini ora del tutto crollati. Nel cortile interno, di forma quadrangolare, si affacciano tutti gli ambienti, magazzini ed abitazioni. La presenza di un pozzo, ora coperto con tufi, caratterizza la corte quadrangolare interna. Ad Est, l’ala di rappresentanza, con originaria sopraelevazione, è quasi tutta distrutta. I magazzini lungo il lato Sud sono anch’essi crollati crollati e costituivano la parte antica dei servizi. Una cornice posta in alto,a ncora evidente nel lato Ovest ed in parte nel lato Sud, seguiva le mura perimetrali del baglio. Dall’esterno si può notare che i magazzini posti ad Est erano collegati tra di loro da grandi archi a tutto sesto in conci di tufo. Il baglio Don Federico, con la sua forte presenza dell’iconografia del luogo. Esso va perciò recuperato e reinserito nella storia di Petrosino coem segno indelebile del suo passato, esso rappresenta inoltre un naturale sfondo alla via Baglio.
BAGLIO SPANO’: Sito in contrada Triglia-Scaletta, vi si accede attraverso una lunga strada in terra battuta al cui ingresso troneggiano due imponenti pilastri affiancati da due vecchi alberi di pino. Ex possedimento vescovile, fu costruito dal marchese Nicolò Spanò di Marsala nel 1873 ed i lavori durarono 9 anni. L’ingresso del baglio, con breve cortile coperto, ci porta alla corte principale dove si staglia di fronte, maestoso, il palazzo del marchese, corpo abitativo principale del baglio. Esso è a pianta quadrangolare, articolato in due cortili fra loro comunicanti. Le facciate sono perfettamente simmetriche rispetto all’asse passante per il portone principale che dà accesso alle palazzine. Il colore dominante della facciata del palazzo è il rosa. Al centro un maestoso ingresso porta in un cortile coperto, a sinistra conduce nei locali di piano terra e sul lato destro la scala porta ai piani superiori. La scala in marmo bianco di Carrara ha la volta a botte decorata da un bellissimo rosa chiazzato racchiuso dentro pannelli di cornice bianca. Anche le pareti sono dello stesso colore e decorazione. Indefinibile il tipo di materiale usato per il rosa chiazzato, al tatto è freddo, gommoso e pulito come all’origine, malgrado siano trascorsi 126 anni. Sempre nella facciata del palazzo, al centro e sopra l’arco di ingresso, spicca un ampio balcone sormontato da una decorazione d’arco a tutto sesto con al centro due iniziali MS, sormontate da una corona a quattro punte in uno sfondo rosso. Ai lati del balcone due finestre con persiane sormontate anch’esse da decorazioni con arco a tutto sesto e con al centro altre decorazioni. La parte inferiore della facciata è ad intonaco liscio, presenta sul lato destro una finestra ed un portoncino di recente fattura, mentre sul lato sinistro una sola finestra. Tutto il palazzo è sormontato da un cornicione sporgente. I tetti del piano terra sono ancora originali e con volta a crociera; quelli dei piani superiori, a causa del sisma del 1981, sono stati ricostruiti. Le porte e i pavimenti in bellissima maiolica sono originali. Originariamente la proprietà del marchese Spanò era di 120 salme. Un alto numero di eredi fece si che alcuni magazzini, fossero trasformati nel tempo in abitazioni. Dal cortile principale, che è molto vasto e che comprende un bellissimo lavatoio con pozzo, si accede sul lato sinistro attraverso un arco a tutto sesto, ad un altro cortile dove si affacciano magazzini con diruti ma ormai abbandonati. A destra una moderna costruzione con sopraelevazione appartiene ad un ered del casato. Una bellissima vista dal mare si può godere, affacciandosi dalle finestre posteriori del piano superiore. Il baglio è tutto circondato da rigogliosi vigneti. Da uno degli eredi è stato riferito che il marchese Spanò fece edificare fuori del Baglio una chiesetta, forse come atto di generosità verso il vescovado, che successivamente ampliata, oggi si identifica nell’attuale chiesa di S. Giuseppe. Il Baglio si trova in discreto stato di conservazione.
BAGLIO BASILE: Il Baglio Basile nel territorio del comune di Petrosino, nei terreni dell’ex feudo”Chiuse Abbandonate”, ora chiamate “Gurgo Balata”. Detto feudo era appartenuto alla mensa vescovile di Mazara fin al 1093, anno in cui il conte Ruggero fondò il vescovato di Mazara e gli concesse il casale Bizir comprendente il feudo. Dopo l’unità d’Italia, con la legge Corleo del 10 Agosto 1862, sull’enfiteusi bei beni rurali ecclesiastici in Sicilia, il feudo viene messo all’asta per essere concesso in enfiteusi al notaio Gaetano Basile che mise le terre a coltura e vi edificò il Baglio. Baglio Basile presenta tutte le caratteristiche dei bagli che sin dal XVII secolo sorsero nelle campagne marsalasi. Il fronte principale del baglio, rivolto verso la S.S. 115, è costruito da un paramento murario che si conclude con due torrette circolari nel cui centro vi è l’unico portale d’accesso alla corte interna. Entrando si scorge la casa padronale, lateralmente ad essa a formare la corte sono i magazzini , le stalle e la cappelletta. Attigua al baglio nella parte posteriore si estende la chiusa. Letorrette presenti nel prospetto principale richiamano quelle realizzate negli stabilimenti vinicoli lungo il litorale di Marsala, la copertura delle torrette è realizzata con delle cupolette in conci di tufo che si attaccano ai paramenti murari con un piccolo cornicione nel quale sono inseriti dei doccioni di creta. All’ interno, attraverso un buco realizzato nella volta, si accedeva con una scala a pioli nella torretta da dove, attraverso le feritoie, ci si poteva difendere. Il portale è formato da un arco a tre centri, sostenuto da due piedritti; il tutto realizzato con pietra dura. Il concio di chiave dell’ arco è intagliato a forma di diamante e sopra di esso, fino a poco tempo fa, era collocato lo stemma della famiglia Basile. La casa padronale che si sviluppa su tre livelli, scanditi da cornicioni, ha un impianto simmetrico al centro del quale si affaccia l’ampia apertura del salone con un elegante balcone in marmo, cha da poco è stato divelto. Le altre aperture presentano anch’esse davanzali in marmo del tipo “grigio San Vito”. Sul lato sinistro del portale addossato al muro vi è il pozzo la cui copertura è realizzata con segati di tufo disposti a piramide; contigui ad esso, sullo stesso lato sono ubicati i magazzini dove ancora sono presenti i pezzi che componevano il frantoio delle olive, e dove probabilmente vi era collocato anche il palmento; gli altri magazzini posizionati a destar del portale servivano a conservare il prodotto fino alla commercializzazione; sullo stesso lato vi erano le stalle. La continuità di detti magazzini è interrotta da una cappella la cui presenza è frequente nei bagli del marsalese; in esse venivano officiati i riti religiosi nei periodi in cui il baglio era abitato dai proprietari dato che quasi sempre fra le famiglie nobili qualcuno professava il sacerdozio. La cappella si presenta all’esterno con un portale realizzato in marmo grigio San Vito sormontato da un timpano finemente intagliato in stile neoclassico; con al centro un’ apertura circolare; l’interno è costituito da un vano rettangolare la cui parete di fondo è curvata a formare un’abside, che contiene nel suo interno l’altare che recentemente è stato rovinato da persone che secondo la leggenda credevano di rinvenire la “truvatura”, ossia il nascondiglio di oggetti preziosi occultati anticamente per difenderli dai ladri e mai più recuperati. Lateralmente all’altare, nelle pareti lunghe della cappella, sono realizzate due nicchie semicircolari a formare un piccolo transetto e dare maggiore spazialità in prossimità dell’altare. Il vano è coperto da una volte a botte rifinita da stucchi di pregevole fattura, che riproducono motivi geometrici con inseriti motivi floreali, il tutto pitturato nelle tonalità del verde, azzurro e rosa, tonalità ricorrenti nelle edicole sacre disseminate in tutto il territorio. Il piano in cui si affacciano glia ambienti finora descritti è una piccola corte di forma rettangolare realizzata in terra battuta. Dietro il baglio si trova chiuso, uno spazio racchiuso da un recinto al cui interno vi è impiantato il giardino. Attualmente della chiusa restano le recinzioni, un acquedotto sopraelevato realizzato con archi, la senia, qualche pianta di melograno e un'altra palma. Il baglio Basile presenta una posizione territoriale molto interessante per la sua posizione rispetto alla S.S. 115 a cui è collegato agevolmente da una strabella di circa 150 m.
BAGLIO VECCHIO MARCHESE: Trattasi di un antico baglio del 1700, luogo di dimora estiva del nobile marsalese il Marchese D’Anna, in stato di assoluto abbandono, lasciato all’incuria e all’erosione inevitabile del tempo. Il manufatto originariamente era compostola una parte a piano terra suddiviso interamente in diversi vani, dove trovano ricovero i lavoratori del podere, gli animali e il deposito dei prodotti propri come vino e grano. Un’altra parte, comunque sempre unita al resto della struttura era composta da due elevazioni adibite al soggiorno estivo del marchese e della sua famiglia. All’interno del baglio un magnifico cortile completava la struttura caratteristica del baglio trapanese. Particolare importanza storica rivestono le tre torri angolari di avvistamento, elementi unici nel suo genere. Un’ala del baglio è riservata ad eventi culturali e artistici, sempre miranti alla divulgazione e conoscenza della cultura artigianale locale. L’azienda Vecchio Marchese è posta all’interno di questo baglio settecentesco recentemente riportato agli antichi splendori, sito lungo la S.S. 115 Marsala in Petrosino ed è sede di una scuola professionale per le formazioni di ceramisti e decoratori. All’interno dell’ azienda collaborano diversi architetti e specialisti nel settore i quali, con grande capacità artistica, rendono ogni singolo pezzo unico nel suo genere, riuscendo ad inventare forme e decori di alto valore espressivo. Sin dall’inizio dell’attività l’azienda ha tratto ha tratto ispirazione dalla secolare cultura della ceramica siciliana per proporsi al mercato con prodotti gradevoli e nello stesso tempo preziosi, che recano in se il fascino di un prodotto rigorosamente artigianale atto a soddisfare le esigenze attuali. Le ceramiche del Vecchio Marchese rispettano il gusto artistico di secoli di tradizioni; forme, colori, e tecniche uniche in tutto il mondo. Di particolare pregio risultano la serie di vasi Farmacia, Piatti tondi e ovali ispirati a pezzi mussali. La produzione comprende ancora mattonelle con decori siculi dal ‘500 ai giorni nostri ed ancora piatti, boccali, accessori da cucina, fiaschi, lumi, lampadari ed arredi per verande ed interni.
MONUMENTO AL PESCATORE: Sito in Viale Mediterraneo, località Biscione, è stato realizzato da Gennaro Francesco, nato a Mazara il 16 Aprile 1938. Questo monumento è modellato in argilla e successivamente fuso in bronzo a cera persa. E’ alto 2 mt.
MONUMENTO ALL’UVA: sito in Viale Giacomo Licari, ex viale d’accesso al municipio, realizzata da F. Armato. E’ stato inaugurato nel 2000. Alto circa 2 mt., è realizzato in conci di tufo con un grappolo d’uva in rilievo, questo a sottolineare che Petrosino è un Paese che basa la sua economia sull’agricoltura ed in particolare sulla vitivinicoltura.
EDICOLE SACRE O FIUREDDE: Fino a qualche tempo anno fa, il territorio petrosileno era disseminato di Edicole Sacre o come nel dialetto locale vengono chiamate “Fiuredde”, in derivazione della figura sacra che vi è contenuta e a cui essa è riferita. Questo tipo di rappresentazione è stato sempre presente sul nostro territorio, sin dalle civiltà fenicio-punica e greco-latina. I greci e i romani ponevano all’interno dell’edicola una statuetta della divinità a cui era dedicata, con l’avvento del cristianesimo l’edicola viene adattata al culto cristiano: agli dei si sostituiscono le immagini della Madonna e dei Santi In occasione della ricorrenza della festività del Santo, a cui essa è dedicata e in alcuni festeggiamenti religiosi, è ancora in uso, adornare l’edicola di palme, fiori, drappi oltre ad accendere ceri, questo testimonia la spontaneità religiosa popolare e costituisce una preziosa manifestazione folcloristica. Le edicole venivano posizionate in modo strategico rispetto alla trama viaria, esse venivano collocate negli incroci principali, in prossimità delle stradelle che conduceva ai “chiani” o in modo che creasse un suggestivo sfondo alla stessa. La loro ubicazione è diventata punto di riferimento del territorio in assenza di nomi di strade e di numeri civici, per indicare dove abitasse una certa persona si faceva riferimento alla fiuredda o al chiano.Analizzando le edicole possono essere classificate in due tipologie: una isolana rispetto alle altre costruzioni, l’altra inserita nel prospetto principale della casa. Quelle delle edicole inserite nei prospetti dei fabbricati, presentano delle caratteristiche ben specifiche quali la cella ricavata nel muro, i fregi, la tinteggiatura, le caratteristiche solite dell’immagine sacra, il cancelletto di protezione. Le rifiniture sono molto più preziose grazie ad i materiale usati come il marmo all’interno, il veltro dietro al cancelletto, l’illuminazione con lumino elettrico. Le strutture sono realizzate in muratura portantecon conci di tufo, al cui basamento che la fa emergere dal terreno circostante incorporato un inginocchiatoio.
EDICOLA VIA PIETRO NENNI: Quella originaria non è più esistente, al suo posto troviamo un’edicoletta in marmo posta su un piedistallo anch’esso in marmo. L’edicola è dedicata a San Giuseppe ed era stata fatta costruire per devozione verso la Sacra Famiglia dal sig. Vincenzo Putaggio nel 1872.
EDICOLA VIA SAN GIULIANO: Dedicata alla Madonna del Rosario, fu fatta edificare dal sig. Vincenzo Caimi per grazia ricevuta. Costruita in conci di tufo, oggi si presenta con forma classicheggiante. Si possono notare due colonne in marmo con capitello e base. Alla nicchia si accede mediante un cancelletto, l’apertura della nicchia ha una cornice in segato di tufo con al centro un tufo più a rilievo a forma di chiave di volta. L’edicola è provvista di un inginocchiatoio in marmo, dentro la nicchia, l’immagine della Santa è incorniciata e posta sopra un basamento in marmo con gradini. L’edicola è di colore giallo oro ad intonaco Li Vigni.
EDICOLA VIA CAFISO: È stata recentemente rifatta a qualche metro di distanza dal sito originario, l’edicola costruita probabilmente tra il 1832 ed il 1840, è stata restaurata nel 1935 dal Sig. Giovanni Tumbarello. L’edicola è dedicata a Maria S. S. Ausiliatrice, la cui immagine troneggi all’interno della nicchia. La struttura realizzata in muratura portante con conci di tufo, all’esterno, ai tre lati della nicchia vi sono sei lesene lisce che danno un po’ di movimento alle superfici. Tegole rosse ricoprono il tetto a capanna e d un cancelletto in ferro battuto divide la nicchia dall’esterno.
EDICOLA VIA CAFISO: Dedicata a San Francesco da Paola, quella originaria, era stata fatta costruire dal sig. Rallo Giovanni 85 anni fa per devozione. Al suo posto è stata fatta edificare un’edicola moderna in conci di tufo, con un’aiuola in mattoni rossi, una base in marmo sul quale si erge la statua del Santo a cui è dedicata, sulla parte superiore che dà l'accesso all'interno troviamo una lapide in marmo con intagliato il nome del Santo. Il tetto è ricoperto di tegole rosse e presenta sulla parte superiore una croce in ferro.
EDICOLA IN VIA REGIONE SICILIANA: Dedicata a San Giuseppe, quella originaria fu fatta costruire 120 anni fa, ma adesso non è più esistente. Quella attuale è rivestita di mattoni in tufo, è inserita nel muro di cinta di un'abitazione privata. La nicchia è sormontata da un'arco in ferro battuto di colore rosso, che dà movimento all'intera struttura.
EDICOLA VIA MICHELE ANGILERI: Fatta costruire nel 1910, fu successivamente restaurata dal Sig. Antonino Zichittella con il concorso economico di tutto il vicinato per devozione verso la Madonna. L’edicola costruita in conci di tufo, ha un’impronta classicheggiante, con cornice a rilievo e frontone triangolare con croce in tufo. Il prospetto è rivestito in mattoni in tufo, la base, invece, è in marmo. Un cancelletto in ferro battuto dà l’accesso alla nicchia dove troneggia su un ripiano in marmo l’immagine della Madonna della Cava, patrona di Marsala.
EDICOLA CHIANO PALMA: Dedicata a Maria S.S. di Trapani, originariamente fu fatta costruire verso il 1881 dal sig. Sammartano per grazia ricevuta. Completamente rifatta ed edificata in tufo, ha il prospetto in intonaco Li Vigni giallo oro, ha una forma classicheggiante. Ai lati della facciata sono poste due lesine con base. Si accede alla nicchia mediante un arco, al cui interno, in una bacheca di vetro è posta una statuetta in gesso della Madonna, poggiante su un piedistallo in marmo con gradini.
EDICOLA VIA OLIMPIA: L’edicola precedentemente distrutta è stata fatta ricostruire nel gennaio del 1981 dal Sig. Antonino Lamia. Dedicata originariamente alla Madonna di Porto Salvo, fu fatta edificare 100 anni fa un marinaio salvatosi da un naufragio. Costruita in tufo, l’apertura poggia su un piano in segato di marmo. La parte superiore della facciata è a capriata, all’interno della nicchia sono poste attualmente due immagini sacre: una di San Giuseppe con Bambino e l’altra del Cuore di Gesù.
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